Search The Blog

Laboratori

Il patrimonio storico e artistico dell’America Latina



Obiettivo dell’incontro è quello di discutere le sfide presenti in America Latina per preservare e valorizzare dal punto di vista religioso, turistico, culturale ed economico i tesori artistici della Chiesa Cattolica nel continente.

Relatore è Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura.

La colazione di lavoro è in programma martedì 12 novembre 2019, alle ore 10:00 presso la sede della Fondazione di Promozione Sociale, in Palazzo San Calisto, Piazza San Calisto 16, Roma.

Le chiavi per comprendere la crisi in Medio Oriente



Giovedì 31 ottobre 2019 si è svolto l’incontro del Forum Pensiero e Società con Alberto Zanconato, Capo servizio redazione internazionale dell’Agenzia Ansa, sul tema: “Chiavi per capire la crisi internazionale della Siria, Turchia, Iran e Russia”.

Alberto Zanconato è stato corrispondente a Teheran (Iran), Beirut (Libano) e Tokyo (Giappone). Ha scritto “L’Iran oltre l’Iran. Realtà e miti di un paese visto da dentro” e “Khomeini. Il rivoluzionario di Dio”

Alterazioni della salute mentale: sindrome da burnout



Venerdì 28 giugno 2019 si à svolto un incontro del Forum Pensiero e Società con il prof. Wenceslao Vial, autore del libro “Psicologia e Vita Cristiana: Cura della Salute Mentale e Spirituale“. Ha parlato del tema “Sindrome da burnout ed altre alterazioni della salute mentale: come prevenire”.  

Le nuove generazioni dell’America Latina



Qual è il profilo delle nuove generazioni di latinoamericani, e quali le sfide della partecipazione civica e dell’educazione?

Sono i temi sui quali verterà l’incontro con la dott.ssa Ana María de León de AlbaPresidente del IILA e ambasciatrice della Repubblica di Panama in Italia

L’appuntamento con l’ambasciatrice di Panama è per il 2 luglio 2019, alle 9.30, presso l’Hotel NHGiustiniano, Via Virgilio 1, Roma. 

La situazione sociale e politica in Terra Santa



Venerdì 24 maggio 2019 alle ore 21.00 si è tenuto incontro del Forum Pensiero e Società con il giornalista Carlo Paris, dal 2017 corrispondente Rai da Gerusalemme per il Medio Oriente, per parlare della situazione sociale e politica in Terra Santa.  

La diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo



Mediatrends America – Europe, osservatorio indipendente che studia le tendenze dell’informazione internazionale, si è riunito il 21 maggio 2019 all’Hotel NH Giustiniano, dove l’ambasciatore dell’Ecuador in Italia, Nelson Robelly Lozada, ha parlato della giornata istituita dall’UNESCO in occasione della Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo.

Secondo l’Unesco, l’equo scambio e il dialogo tra civiltà, culture e popoli, basato sulla comprensione e sul rispetto reciproci e sull’eguale dignità delle culture, sono la condizione sine qua non per costruire la coesione sociale, la riconciliazione tra i popoli e la pace tra le nazioni.

In particolare, secondo l’organizzazione, si tratta, nel quadro di questo dialogo interculturale, che comprende il dialogo interreligioso, di dare priorità a tutta una serie di buone pratiche che favoriscono il pluralismo culturale a livello locale, nazionale e regionale, oltre alle iniziative regionali o subregionali volte a scoraggiare tutte le manifestazioni di estremismo e fanatismo e a mettere in evidenza i valori e i principi che portano al ravvicinamento.

Cultura e sviluppo

Per l’Unesco, porre la cultura al centro dello sviluppo è un investimento essenziale per il futuro del mondo e la condizione per il successo di una globalizzazione ben compresa che tiene conto dei princípi della diversità culturale. Lo sviluppo in quanto tale è inseparabile dalla cultura. La sfida consiste nel convincere i responsabili politici e gli attori sociali locali ad integrare i principi della diversità culturale e i valori del pluralismo culturale in tutte le politiche, i meccanismi e le pratiche pubbliche, in particolare attraverso partenariati pubblico-privato.

L’obiettivo è, da un lato, integrare la cultura in tutte le politiche di sviluppo, che si tratti di istruzione, scienza, comunicazione, salute, ambiente o turismo, e, dall’altro, sostenere lo sviluppo del settore culturale attraverso le industrie creative: la cultura, contribuendo alla riduzione della povertà, costituisce quindi uno strumento di coesione sociale.

Tre quarti dei grandi conflitti hanno una dimensione culturale. Superare la divisione tra le culture è urgente e necessario per la pace, la stabilità e lo sviluppo. La cultura, nella sua ricca diversità, ha un valore intrinseco per lo sviluppo, la coesione sociale e la pace.

Secondo l’ambasciatore dell’Ecuador in Italia, Nelson Robelly Lozada, l’uguaglianza di genere può favorire il dialogo e lo sviluppo.

La diversità culturale è una forza motrice dello sviluppo, non solo in termini di crescita economica, ma anche come mezzo per avere una vita intellettuale, emotiva, morale e spirituale più arricchente. Tutto questo è presente nelle sette convenzioni culturali, che forniscono una solida base per la promozione della diversità culturale.

Questa diversità è una componente indispensabile per ridurre la povertà e raggiungere l’obiettivo dello sviluppo sostenibile, grazie, tra l’altro, al meccanismo normativo, ormai completo, sviluppato in campo culturale.

Patricia Ynestroza-Ciudad del Vaticano

Il Documento sulla fraternità umana



Mercoledì 17 aprile 2019, alle ore 9.30 presso l’Hotel NH Giustiniano a Roma, incontro con Miguel Ángel Ayuso, segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, che parlerà del recente incontro del Papa con il gran imán di Al Azhar, il medico Ahmad Al Tayeb, principale leader accademico dell’Islam sunnita.

Il relatore fornirà alcune chiavi di interpretazione del Documento sulla fraternità umana, la pace e la convivenza comune, firmato dalle due autorità religiose.


I rassegnati. L’irresistibile inerzia dei quarantenni



Venerdì 29 marzo 2019 alle ore 21.00 è in programma una cena (ristorante Ginger, Piazza di S. Eustachio, Roma) del Forum Pensiero e Società con  Tommaso Labate, giornalista del Corriere della Sera (politica interna) e già conduttore delle trasmissioni “In onda” e “Fuori onda” su La7, che ha appena pubblicato il libro “i Rassegnati” (Rizzoli).

Qui parla della ‘generazione perduta’ (definizione del prof. Monti), i quasi 40enni che non hanno avuto chance e sono passati dalle illusioni di ieri alle delusioni di oggi, della crisi occupazionale e di quella dei valori.

Quali sono le responsabilità dei quarantenni di oggi e quali le colpe di una pessima visione politica e sociale nell’Italia degli ultimi 50 anni?

Il mondo del retail nell’era Amazon



La tecnologia come cambierà il futuro del commercio on line in 3-5 anni? Come cambierà l’organizzazione del lavoro? Ci sarà spazio per manager generalisti? Per il laboratorio Servant management Fabio Rubeo, Global Supply Chain Director – Integration, Planning & Logistic – presso Philip Morris International, ha parlato martedì 26 marzo di retail e in particolare del colosso Amazon, che ormai da anni domina il settore con una quota di mercato di circa il 50%.

Amazon ha cambiato tre aspetti del business: la visione imprenditoriale; le strategie per attrarre talenti; i comportamenti di acquisto delle persone.

E per gli altri cosa rimane? Dovendo indicare una soluzione per permettere al resto del mondo di sopravvivere ecco altri tre punti:

  1. Riscoprire l’approccio imprenditoriale che ha permesso ad imprenditori quali Olivetti e Ferrero di essere delle scuole
  2. Sollecitare la politica a giocare un ruolo attivo nella regolamentazione del mercato
  3. Costruire un sistema virtuoso scuola – Univeristà – operatori di formazione continua per ottenere realmente il lifelong learning.

America Latina: la presenza dei cristiani nella vita pubblica



“Alla base della fuga di molti cattolici verso altre credenze cristiane che offrono scorciatoie spirituali costituisce un esempio di incoerenza dei cattolici”. A sostenerlo è stato  l’Ambasciatore della Repubblica di Honduras presso la Santa Sede, Carlos Avila Molina, in occasione dell’incontro organizzato dall’Osservatorio Mediatrends-América presso l’hotel NH Giustiniani a Roma. Titolo dell’incontro: “La partecipazione dei cristiani alla vita pubblica in America Latina: gli approcci attuali”. Insieme a vari giornalisti c’èrano anche rappresentanti del corpo diplomatico latino americno accreditato in Italia. A moderare l’incontro è stato il giornalista peruviano Roberto Montoya.

Per l’Ambasciatore, “la partecipazione dei cristiani alla vita pubblica dovrebbe essere sempre un modello di comportamento, sia in ambito privato che nella vita pubblica”. Per Molina è inconcepibile una realtà che vede molti  Presidenti e dei funzionari in America Latina di estrazione ed educazione cattolica non riuscire a combattere o ad evitare la corruzione.

“Dobbiamo assolutamente”, ha proseguito, “rivalutare coloro che ci sono vicini, e per vicini non parliamo semplicemente di chi ci sta accanto, altrimenti dimentichiamo le persone che soffrono ma stanno lontani. Del resto, solo con un simile comportamento possiamo realmente comprendere l’enciclica “Laudato Sii”, basata sulla difesa dell’ambiente e del creato.

L’Ambasciatore ha poi sottolineato che molti pensano che sia solo compito del Papa e dei Vescovi intervenire quando nella realtà tutti fanno ugualmente parte della chiesa e quindi hanno ugualmente la responsabilità di garantire l’onestà e la corretta gestione della cosa pubblica. In conclusione, per Molina, “è necessario evangelizzare con il nostro esempio e con le nostre azioni”, insegnando e dando il buon esempio innanzitutto in famiglia. Sotto questo profilo, Papa Francesco è una vera benedizione, che aiuta, tra l’altro,  a rompere quel muro di paura che a volte impedisce di parlare di Dio”.