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Le nuove generazioni dell’America Latina



Qual è il profilo delle nuove generazioni di latinoamericani, e quali le sfide della partecipazione civica e dell’educazione?

Sono i temi sui quali verterà l’incontro con la dott.ssa Ana María de León de AlbaPresidente del IILA e ambasciatrice della Repubblica di Panama in Italia

L’appuntamento con l’ambasciatrice di Panama è per il 2 luglio 2019, alle 9.30, presso l’Hotel NHGiustiniano, Via Virgilio 1, Roma. 

La diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo



Mediatrends America – Europe, osservatorio indipendente che studia le tendenze dell’informazione internazionale, si è riunito il 21 maggio 2019 all’Hotel NH Giustiniano, dove l’ambasciatore dell’Ecuador in Italia, Nelson Robelly Lozada, ha parlato della giornata istituita dall’UNESCO in occasione della Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo.

Secondo l’Unesco, l’equo scambio e il dialogo tra civiltà, culture e popoli, basato sulla comprensione e sul rispetto reciproci e sull’eguale dignità delle culture, sono la condizione sine qua non per costruire la coesione sociale, la riconciliazione tra i popoli e la pace tra le nazioni.

In particolare, secondo l’organizzazione, si tratta, nel quadro di questo dialogo interculturale, che comprende il dialogo interreligioso, di dare priorità a tutta una serie di buone pratiche che favoriscono il pluralismo culturale a livello locale, nazionale e regionale, oltre alle iniziative regionali o subregionali volte a scoraggiare tutte le manifestazioni di estremismo e fanatismo e a mettere in evidenza i valori e i principi che portano al ravvicinamento.

Cultura e sviluppo

Per l’Unesco, porre la cultura al centro dello sviluppo è un investimento essenziale per il futuro del mondo e la condizione per il successo di una globalizzazione ben compresa che tiene conto dei princípi della diversità culturale. Lo sviluppo in quanto tale è inseparabile dalla cultura. La sfida consiste nel convincere i responsabili politici e gli attori sociali locali ad integrare i principi della diversità culturale e i valori del pluralismo culturale in tutte le politiche, i meccanismi e le pratiche pubbliche, in particolare attraverso partenariati pubblico-privato.

L’obiettivo è, da un lato, integrare la cultura in tutte le politiche di sviluppo, che si tratti di istruzione, scienza, comunicazione, salute, ambiente o turismo, e, dall’altro, sostenere lo sviluppo del settore culturale attraverso le industrie creative: la cultura, contribuendo alla riduzione della povertà, costituisce quindi uno strumento di coesione sociale.

Tre quarti dei grandi conflitti hanno una dimensione culturale. Superare la divisione tra le culture è urgente e necessario per la pace, la stabilità e lo sviluppo. La cultura, nella sua ricca diversità, ha un valore intrinseco per lo sviluppo, la coesione sociale e la pace.

Secondo l’ambasciatore dell’Ecuador in Italia, Nelson Robelly Lozada, l’uguaglianza di genere può favorire il dialogo e lo sviluppo.

La diversità culturale è una forza motrice dello sviluppo, non solo in termini di crescita economica, ma anche come mezzo per avere una vita intellettuale, emotiva, morale e spirituale più arricchente. Tutto questo è presente nelle sette convenzioni culturali, che forniscono una solida base per la promozione della diversità culturale.

Questa diversità è una componente indispensabile per ridurre la povertà e raggiungere l’obiettivo dello sviluppo sostenibile, grazie, tra l’altro, al meccanismo normativo, ormai completo, sviluppato in campo culturale.

Patricia Ynestroza-Ciudad del Vaticano

Il Documento sulla fraternità umana



Mercoledì 17 aprile 2019, alle ore 9.30 presso l’Hotel NH Giustiniano a Roma, incontro con Miguel Ángel Ayuso, segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, che parlerà del recente incontro del Papa con il gran imán di Al Azhar, il medico Ahmad Al Tayeb, principale leader accademico dell’Islam sunnita.

Il relatore fornirà alcune chiavi di interpretazione del Documento sulla fraternità umana, la pace e la convivenza comune, firmato dalle due autorità religiose.


America Latina: la presenza dei cristiani nella vita pubblica



“Alla base della fuga di molti cattolici verso altre credenze cristiane che offrono scorciatoie spirituali costituisce un esempio di incoerenza dei cattolici”. A sostenerlo è stato  l’Ambasciatore della Repubblica di Honduras presso la Santa Sede, Carlos Avila Molina, in occasione dell’incontro organizzato dall’Osservatorio Mediatrends-América presso l’hotel NH Giustiniani a Roma. Titolo dell’incontro: “La partecipazione dei cristiani alla vita pubblica in America Latina: gli approcci attuali”. Insieme a vari giornalisti c’èrano anche rappresentanti del corpo diplomatico latino americno accreditato in Italia. A moderare l’incontro è stato il giornalista peruviano Roberto Montoya.

Per l’Ambasciatore, “la partecipazione dei cristiani alla vita pubblica dovrebbe essere sempre un modello di comportamento, sia in ambito privato che nella vita pubblica”. Per Molina è inconcepibile una realtà che vede molti  Presidenti e dei funzionari in America Latina di estrazione ed educazione cattolica non riuscire a combattere o ad evitare la corruzione.

“Dobbiamo assolutamente”, ha proseguito, “rivalutare coloro che ci sono vicini, e per vicini non parliamo semplicemente di chi ci sta accanto, altrimenti dimentichiamo le persone che soffrono ma stanno lontani. Del resto, solo con un simile comportamento possiamo realmente comprendere l’enciclica “Laudato Sii”, basata sulla difesa dell’ambiente e del creato.

L’Ambasciatore ha poi sottolineato che molti pensano che sia solo compito del Papa e dei Vescovi intervenire quando nella realtà tutti fanno ugualmente parte della chiesa e quindi hanno ugualmente la responsabilità di garantire l’onestà e la corretta gestione della cosa pubblica. In conclusione, per Molina, “è necessario evangelizzare con il nostro esempio e con le nostre azioni”, insegnando e dando il buon esempio innanzitutto in famiglia. Sotto questo profilo, Papa Francesco è una vera benedizione, che aiuta, tra l’altro,  a rompere quel muro di paura che a volte impedisce di parlare di Dio”.

Italia e America latina: come va la cooperazione?



Venerdì 8 febbraio 2019, presso l’Hotel NH Giustiniano di via Virgilio, a Roma, si parlerà del tema della cooperazione tra Italia e America Latina, facendo riferimento in particolare a i temi della sicurezza, dell’ambiente, della difesa.

Relatrice la dottoressa Antonella Cavallari, Direttrice per l’America Latina al Ministero Affari Esteri.

Mediatrends Europa lancia allarme per America Centrale



L’America Latina è seriamente minacciata dai cambiamenti climatici e l’area più colpita è l’istmo centroamericano, il “corridoio secco”. Lo ha affermato il direttore della comunicazione della FAO, Enrique Yeves, nel corso di un incontro informale sulla “questione ambientale in America Latina) al quale hanno partecipato anche gli ambasciatori della Colombia, Gloria Isabel Ramírez, e del Costa Rica, Ronald Flores.
Nel corso dell’incontro – organizzato da Mediatrends Europa, un osservatorio alle cui analisi contribuiscono osservatori e giornalisti latinoamericani e europei – Yeves ha affermato che i cambiamenti climatici, con i conflitti interni e la crisi economica, sono uno dei tre fattori cui è dovuta la fame nel mondo: 421 milioni di persone nel mondo, di cui 40 milioni (il 6% della popolazione) nel continente americano.
“E qui”, ha spiegato, “l’area più colpita è l’istmo centroamericano, chiamato ‘corridoio secco’”..
A causa dei cambiamenti climatici, l’America Centrale soffre di un caldo estremo, di siccità prolungate e grandi inondazioni. Due anni fa, ha riferito Yeves, il Salvador ha perso il 90% dei suoi raccolti, in particolare di grano; i contadini migrano sempre più numerosi verso le città, dove i poveri sono già più di due milioni. Il Guatemala ha perso 80mila tonnellate di mais, una perdita di 30 miliardi di dollari.
La Fao ha creato un “fondo verde” per combattere il cambiamento climatico e aiutare economicamente i paesi bisognosi; in questo quadro El Salvador ha ricevuto 230 milioni di dollari.
Anche in Costa Rica è allarme rosso. Le aree a maggior rischio, ha spiegato l’ambasciatore Ronald Flores, sono le montagne, le mangrovie e le barriere coralline così come le foreste costiere dell’ Atlantico e del Pacifico.
Per il Costa Rica l’agricoltura è estremamente importante perché è una delle principali attività del Paese, il riscaldamento comincia ad incidere sulla produttività e sull’ economia, con conseguenze dirette sulla vita di milioni di persone.
Per questo, ha affermato l’ambasciatore, il governo sta preparando azioni preventive per preservare gli ecosistemi.
Anche l’ambasciatore della Colombia, Gloria Isabel Ramírez – la quale ha ricordato che l’America Latina è il “granaio del mondo” – ha illustrato l’impegno del governo del suo Paese in materia di ambiente, in particolare con l’attuazione di una politica dal titolo “Conservare produrre, produrre preservare”.
“Come garantire la produzione senza danneggiare l’ambiente? Con il controllo e l’educazione, con regole da rispettare” ha affermato l’ambasciatore.
Roma, 25 novembre 2018

La questione ambientale in America Latina



L’America Latina è gravemente minacciata dal cambiamento climatico. Le condizioni geografiche e climatiche estreme, combinate con fattori economici e sociali, stanno aumentando l’impatto climatico nella zona.

Sul tema parleranno Gloria Isabel Ramírez Ríos, Ambasciatrice della Colombia in Italia, Enrique Yeves, Direttore della Comunicazione della FAO, e Ronald Flores Vega, Ambasciatore di Costa Rica in Italia

L’appuntamento è per venerdì 23 Novembre 2018, alle ore 9.30 del mattino presso l’Hotel NH Giustiniano, Via Virgilio 1, Roma.

Sinodo dei giovani: sfide ed opportunità



Nell’ambito del Forum sull’America Latina in Italia è in programma a Roma presso l’Hotel NH Giustiniano venerdì 14 settembre 2018 alle ore ore 9:30 della mattina, un incontro sul tema “La gioventù latinoamericana e la Chiesa Cattolica. Sinodo dei giovani tra sfide ed opportunità”.

Relatore: Padre Alexandre Awi Mello, Segretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita.

Manca la volontà politica per combattere la fame nel mondo

Argomenti:

“Il cambiamento climatico in questo momento è innegabile, ed eliminare la fame non sarebbe un problema, come ha dimostrato il Brasile, perché “l’umanità produce più di quanto consuma e un terzo del cibo è sprecato. Manca quindi la volontà politica di risolvere il problema”.
Lo ha affermato venerdì 22 giugno 2018 il Consigliere Speciale, Partnership Sud-Sud FAO, Fernando Ayala, Ambasciatore Emerito del Cile, in occasione di una colazione di lavoro tenutasi a Roma presso l’Hotel NH Giustiniani, sul tema: “Cambiamenti climatici ed energia in America Latina”, organizzata da Mediatrends America.
L’Ambasciatore Emerito ha presentato i dati di agenzie come ECLAC e FAO sul cambiamento climatico e la mancanza di adattamento dei paesi per affrontarlo, che compromette la sicurezza alimentare. In particolare, ha sottolineato le difficoltà dell’America centrale.

La sfida dell’emigrazione regionale in America Latina



Colazione di lavoro “La sfida dell’emigrazione regionale in America Latina. Normativa, Spazio comune e libera circolazione di lavoratori”, giovedì 31 maggio 2018, presso l’Hotel NH Giustiniano, Via Virgilio 1, Roma.

Relatori:
• L’Ambasciatrice della Repubblica del Costarica in Italia, Dott.ssa Cristina Eguizábal Mendoza (vedi la sua intervista)
• Il Console Generale della Repubblica dell’Honduras a Roma, Dott.ssa Giselle Canahuat (vedi la sua intervista)

 

Emigrazione. Un problema che ormai attanaglia tutto il mondo. Anche nella lontana America Centrale convivono due realtà completamente opposte: in Honduras oltre 2 milioni di persone hanno lasciato il proprio Paese mentre in Costa Rica, nessuno emigra. Anzi, le porte sono spalancate verso tutti i cittadini dei Paesi vicini. Ad affrontare questa interessante realtà è stato l’Osservatorio indipendente Mediatrends America-Europa che studia le tendenze dell’informazione internazionale e che si propone di analizzare gli aspetti più significativi riscontrati nell’ambito dei media. In questo modo vengono, tra l’altro, facilitati i rapporti tra i giornalisti che lavorano in Europa e quelli impegnati nelle Americhe.

Per l’occasione sono stati invitati come relatori in un noto albergo romano l’Ambasciatrice del Costa Rica Cristina Eguizabal Mendoza e il Console Generale dell’Honduras Giselle Canahuati. Erano presenti rappresentanti del mondo diplomatico latino americano e giornalisti italiani ed esteri. A condurre il dibatto è stato il giornalista peruviano Roberto Montoya. Da registrare che complessivamente sono ben 28 milioni i cittadini sei Paesi Latino Americani che sono emigrati, per il 70 per cento negli USA. Per l’Ambasciatrice Eguizabal Mendoza, l’emigrazione è un problema storico che nell’era della globalizzazione ha assunto delle caratteristiche particolari. “Una volta”, ha detto, “la gente partiva per non tornare più. Si scrivevano lettere che arrivavano dopo tre mesi. Oggi, grazie a internet e ai telefonini, il contatto con le origini non si spezza mai. Un’altra differenza è che in passato quasi sempre l’emigrazione era una scelta individuale o familiare. Oggi le emigrazioni vengono organizzate e coordinate da organizzazioni che, purtroppo, spesso sono criminali. Inoltre abbiamo un’immigrazione circolare: la gente va per un periodo ma spesso torna in patria”.

Il Costa Rica viene comunque considerato uno dei Paesi più ospitali del mondo. Come tutti i Paesi americani vige lo ius soli, cioè, diventa cittadino chi è nato sul posto. Anche i diritti sul lavoro vengono rispettati in maniera adeguata. Lo stesso vale per l’assistenza sanitaria e abitativa. Ben diversa è la situazione dell’Honduras, come ha spiegato il Console Canahuati. In questo caso abbiamo a che fare con una massiccia emigrazione dovuta alla povertà alle disuguaglianze croniche, alla presenza di organizzazioni criminali nazionali e internazionali. “Per combattere questo fenomeno”, spiega il Console, “è stato varato una vasto programma sociale da parte del Presidente Juan Orlando Hernandez, soprattutto sul piano abitativo e sanitario. Inoltre si sta combattendo seriamente la corruzione e l’attività delle organizzazioni criminali”.

A proposito di sicurezza la Canahuati a voluto assicurare tutti: “I pericoli ci sono nelle grandi città. Nei luoghi turistici la sicurezza è assicurata molto bene. Quindi venite in Honduras senza timori e scoprire un Paese meraviglioso con della gente splendida.