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Ucraina, lo storico: « Papa Francesco agisce con prudenza per non urtare il Patriarcato di Mosca»

Il prof. Marco Paolino è stato intervistato da Franca Giansoldati per il Messaggero


Città del Vaticano – A undici giorni dal conflitto Papa Francesco, pur avendo lanciato importanti appelli alla pace, implorando «basta guerra» e chiedendo subito corridoi umanitari, non ha ancora condannato apertamente la Russia, con parole inequivocabili, benché da dietro le quinte stia facendo tutto il possibile per mandare aiuti e vicinanza alla popolazione in fuga. Un atteggiamento piuttosto «prudente» che Marco Paolino, docente di storia contemporanea all’università della Tuscia ed esperto del periodo della Guerra Fredda, mette in stretta relazione ai rapporti che sono stati costruiti in questi anni con il Patriarcato di Mosca dopo l’incontro a Cuba con il patriarca Kirill, firmando anche documenti comuni proprio sulla situazione interna ucraina.

«Forse la Segreteria di Stato vaticana avrebbe dovuto intervenire subito e in modo più diretto di quanto non abbia fatto finora per aiutare ad arginare questo conflitto. In passato, in situazioni ugualmente critiche, sotto al pontificato di Papa Wojtyla, il Vaticano si sarebbe certamente mosso diversamente. C’era però un altro quadro internazionale di riferimento. Così la prudenza di Francesco di questi giorni penso che abbia a che fare con il timore di rovinare o urtare certi equilibri nel mondo ortodosso russo» ha detto Paolino.

Il professore si affida all’esempio della coperta corta, che se si tira da una parte, scopre terreno dall’altra. In questo caso cercando il Papa di non guastare le relazioni con il Patriarcato di Mosca finisce per scoprire la chiesa greco cattolica ucraina, i cosiddetti uniati, con i quali il Patriarcato da sempre ha rapporti piuttosto tesi. Chissà però se dopo quello che sta accadendo Papa Bergoglio non decida di includere l’arcivescovo ucraino Shevchuk, sotto le bombe a Kiev, tra i prossimi cardinali nel concistoro che ci sarà quest’anno. Finora sembra che il suo nome sia stato escluso per un veto arrivato dal Patriarcato di Mosca. Francesco per non irritare il ‘fratello’ Kirill avrebbe scelto di soprassedere, rompendo una consolidata tradizione cardinalizia che in passato aveva visto premiare figure importanti, come Slipj o Husar, entrambi coraggiosi nel contrastare il regime comunista di Mosca, durante la Guerra Fredda.